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L a t e s t a o m o g e n e i z z a t a Siamo chiusi Entro strutture tecnologiche, Siamo automi nelle stanze delle fabbriche; Siamo chiusi Entro parametri distintivi Siamo pressati dagli indicatori produttivi. Siamo in fila In bici,con la macchina o nel pulmino Annoiati o pensierosi fin dal mattino. Il nostro orizzonte culturale E’ la televisione di Stato o quella privata Che ti fa la testa ben frullata e omogeneizzata, Il nostro mito E’ la pedata di Cassano E lo spot di Del Piero e l’uccellino O la velina Di coscia lunga e tettona Dalla vita snella ma dalla parola vana. Siamo chiusi e smarriti Nei vecchi e nuovi e falsi miti Siamo irretiti nella politica dei riti Il lavoro è senza storia, E’ una macchina a sintesi vocale Che dice se il prodotto è fatto bene o fatto male Col controllo Della telecamera col sensore Che computa il lavoro a tutte l’ore. Il fine settimana è divenuto un rituale Tutti insieme ed in lunga coda Alla barriera autostradale Per un po’ d’ore Sotto l’ombrellone, od il sol cocente E il marocchino col suo “vu cumprà” sempre irritante Ed infine la pizza al taglio A misura standardizzata Che la senti sotto il dente plastificata… E siamo al lunedì, al mattino A segnar,come sempre ,il cartellino E ci sovviene :Cassano,Del Piero e l’uccellino. Il bruzio
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